mercoledì 12 novembre 2008
venerdì 7 novembre 2008
Vicino al cielo
luce
martedì 4 novembre 2008
consacrazione
Consacrazione.
Vite assiepate,
stirpe che norma a sorte...
quanto può un poeta oltre le
tenebre del diritto?
Vibriamo nudi al Vento, e interroghiamo i Mari
per le vendette
ma perdoniamo,
seppur dimentichi di Abele.
Il nostro sguardo
fu consacrato all'altro
fratello, che in terra fece legge del
proprio sangue.
Lasciateci tra queste braccia
che hanno pianto, desiderato
il Desiderio!
Fratello,
sei reso Uomo
dalle tue tante morti,
a noi poeti non guardi mai?
Noi a te, e tu a noi.
Vite assiepate,
stirpe che norma a sorte...
quanto può un poeta oltre le
tenebre del diritto?
Vibriamo nudi al Vento, e interroghiamo i Mari
per le vendette
ma perdoniamo,
seppur dimentichi di Abele.
Il nostro sguardo
fu consacrato all'altro
fratello, che in terra fece legge del
proprio sangue.
Lasciateci tra queste braccia
che hanno pianto, desiderato
il Desiderio!
Fratello,
sei reso Uomo
dalle tue tante morti,
a noi poeti non guardi mai?
Noi a te, e tu a noi.
arma

Arma
Disinganno della creazione,
vita, che ti distanzi!
T’ho mai cantato la purezza?
E ch’ero onesta?
Guardami, non lo sono.
E quanto t’abbia voluta, l’ho detto?
E confessato la doppiezza?
Bene hai sospettato, la
linea che non so
tracciare.
Ho addosso l’arma
del mio disinganno a riderne,
pronta a ferire.
Disinganno della creazione,
vita, che ti distanzi!
T’ho mai cantato la purezza?
E ch’ero onesta?
Guardami, non lo sono.
E quanto t’abbia voluta, l’ho detto?
E confessato la doppiezza?
Bene hai sospettato, la
linea che non so
tracciare.
Ho addosso l’arma
del mio disinganno a riderne,
pronta a ferire.
inedito, 2008
materia
tuono
Tuono
Aperta la finestra mi ha colta un tuono
nei colori indistinti del mattino
era il suono profondo
che ha accompagnato tutta la mia notte
era il mio amore imploso
che ha camminato devoto, lungo il mio corpo
addormentato.
E per raggiungerti
ha scelto il cielo.
Aperta la finestra mi ha colta un tuono
nei colori indistinti del mattino
era il suono profondo
che ha accompagnato tutta la mia notte
era il mio amore imploso
che ha camminato devoto, lungo il mio corpo
addormentato.
E per raggiungerti
ha scelto il cielo.
virtù
Virtu’
L’amore va praticato
come ogni altra virtù
che non esercitata vuol morire
credendo
d’essere stata abbandonata.
L’amore va praticato
come ogni altra virtù
che non esercitata vuol morire
credendo
d’essere stata abbandonata.
occidente
Occidente
Così era questa la vita adulta in occidente?
La stessa che ha ferito e reso turpe
chi mi ha cresciuta?
Divenire una statua muta di solitudine
seppure ben vestita, ben truccata?
E non poter osare un sentimento
non convenuto prima a corte
col protocollo?
Che quasi parlare di me, e domandare di te
par essere un delitto
da consumare avida e furtiva
fuori dalle ore di lavoro…
Così era questa la vita adulta in occidente?
La stessa che ha ferito e reso turpe
chi mi ha cresciuta?
Divenire una statua muta di solitudine
seppure ben vestita, ben truccata?
E non poter osare un sentimento
non convenuto prima a corte
col protocollo?
Che quasi parlare di me, e domandare di te
par essere un delitto
da consumare avida e furtiva
fuori dalle ore di lavoro…
figli precari
Figli precari
Fragili come boccioli vergini
siamo sparsi sulla terra i miei affetti ed io.
In città divenute selve, a tradimento.
C’è concesso solo il tempo di una microesplosione
di gioia
da contatto.
Il regno d’occidente ha frammentato le linee
fatto esplodere a raggiera le destinazioni.
C’è negato il diritto supremo dell’essere insieme
corpo unico.
La legge della mia era ha codificato:
per noi nessun diritto alla comunità
e solo possiamo amarci a distanza
costretti a mutare in sotterranei.
Telegrafiamo poche parole, veloci, scelte, dense
come in un tempo di guerra.
Siamo i figli precari delle macerie di un Dio
che detta ogni giorno la legge
In una lingua diversa.
Fragili come boccioli vergini
siamo sparsi sulla terra i miei affetti ed io.
In città divenute selve, a tradimento.
C’è concesso solo il tempo di una microesplosione
di gioia
da contatto.
Il regno d’occidente ha frammentato le linee
fatto esplodere a raggiera le destinazioni.
C’è negato il diritto supremo dell’essere insieme
corpo unico.
La legge della mia era ha codificato:
per noi nessun diritto alla comunità
e solo possiamo amarci a distanza
costretti a mutare in sotterranei.
Telegrafiamo poche parole, veloci, scelte, dense
come in un tempo di guerra.
Siamo i figli precari delle macerie di un Dio
che detta ogni giorno la legge
In una lingua diversa.
Caino
Caino
Ho visto Caino sferrare il colpo
ed esplosioni di canti celebrare
l’ignara vittima, caduta a terra.
Mentre si leva il canto
mi sottraggo a tale rito pagano.
Il mio ardore è tutto
per Caino
di cui m’è nota la tragica evenienza
d’esser morto mille volte
in solitaria deriva
di dolore
prima di sferrare
solo e consunto
quel colpo mortale.
Ho visto Caino sferrare il colpo
ed esplosioni di canti celebrare
l’ignara vittima, caduta a terra.
Mentre si leva il canto
mi sottraggo a tale rito pagano.
Il mio ardore è tutto
per Caino
di cui m’è nota la tragica evenienza
d’esser morto mille volte
in solitaria deriva
di dolore
prima di sferrare
solo e consunto
quel colpo mortale.
Attentatore estatico
Ti amo
attentatore estatico
che mentre uccidi muori
capace di darti completamente.
Mentre tu muori m’appari santo e innamorato.
E penso a chi si è perso d’amore con te
con intensità uguale
intensità che ti fa amare
e guardava quegli occhi di martirio, e non di morte
immersi in estasi di comunione.
Povero mio innamorato
orfano di vita.
attentatore estatico
che mentre uccidi muori
capace di darti completamente.
Mentre tu muori m’appari santo e innamorato.
E penso a chi si è perso d’amore con te
con intensità uguale
intensità che ti fa amare
e guardava quegli occhi di martirio, e non di morte
immersi in estasi di comunione.
Povero mio innamorato
orfano di vita.
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