lunedì 29 dicembre 2008

Vito Riviello, dalla prefazione di Immate-rialità.

Vito Riviello, prefazione di Immater-ialità


..."Quello che colpisce favorevolmente nella poesia
sintatticamente inquieta di Silvia Bove è il modo di rivelare
momento dopo momento la favola crudele del proprio destino. La
poetessa segue le pulsioni e i battiti del suo ritmo biologico e
psicologico"...

..."In una sua composizione di forte implosione deflagra la stessa
cognizione del vivere inquieto, della mistica sovranità dell’essenza
con cui la natura avvolge le azioni umane, le distende e le destina
come seguendo un progetto mai animato in realtà: “attendo
pazientemente / qualcosa che possa accedere / mi illudo di
desiderare / ma quando ho l’altro davanti a me / ho solo voglia di
mangiarlo”.
Antropofagia dell’autrice? Sì, letteraria ma soprattutto
psicanalitica. E’ il desiderio di rendere obeso il mondo, di aprire la
libidine degli affetti, con fame e voracità, con passione e feroce
ragione"...

...“A che serve il bacio / che ti offro/se la tua guancia è divenuta pietra
lavica / che il mio pensiero d’amore / per te si faccia goccia
corrosiva / scavi la roccia ed arrivi”.
Di queste amazzoniche battaglie, la guerriera d’amore misura l’entità dell’empito, dello
sforzo e del coraggio penetrativo, dell’intrigo misterioso, della
dantesca selva oscura"...

..."Silvia si fa paladina, l’Angelica dell’Orlando furioso che
sfida gli dei maligni sotto qualsiasi veste essi si camuffino: genitori,
parenti, amici, amanti fasulli, portando come fiaccola ardente o
durlindana, il senso del calore e della giustizia sentimentale, il fuoco
imperituro della dea dell’amore.

..."Questa conoscenza dei sensi buoni è indispensabile per porre
senza pregiudizi in gioco, minuto per minuto, i tempi degli incontri
umani e civili: ”fragili come boccioli vergini / siamo sparsi sulla
terra / i miei affetti e io / in città divenute selve a tradimento...".


..."Silvia Bove non promette finali, la sua ira di sopravvissuta amazzone
cerca se mai fratelli e sorelle, esseri umani nuovi capaci di mutare
una fraudolenta mitologia (mitografia) in una storia fiorita di
emozioni mutatisi in azioni di amorosa coralità e i soluzioni degne di
chi guarda, di chi pensa, di chi sa piangere e ridere per i tornei
affettuosi".

giovedì 25 dicembre 2008

perdizione

Perdizione.

T'offende, chi t'ha tolto il colore
chi t'educa al disinganno,
ti inizia a un vizio.Uomo
è accogliente turbamento,leggera
perdizione,una donna lo canta,
in un sussurro. Siamo il viaggio,
che c'inabissa e risorge.
Chi è acqua dovrà solcare,e chi terra
svelare morbidezza.Tu, occasione
della mia perdizione

inedito,2008

venerdì 12 dicembre 2008

incastri


incastri


Accadono gli incontri,
certi inattesi incastri.
Distese sul letto esili
pretese, mi doni ciò
che intendi,
e torni al mondo Intatto.

inedito,2008

legàmi


legàmi

Che il nostro sangue si sia erroneamente
mischiato?Il giorno che attaccate
al muro speravamo
la vita rispondesse
alle nostre suppliche
pagane e irose?

Sangue da arma da taglio,
ché ci fu inferta grave offesa.

E siamo ormai capaci
d’ armare la mano di
assolute pretese.

inedito,2008

il mio doppio


Il mio doppio

Temo ciò che non si vede, ciò
che è sotto
la mia materia.

Il doppio interno
a me che m’ abita stanziale,
in magma indefinito

del tutto ignoto, alle mie volontà.

inedito,2008